Abbazia di San Pastore In una lapide si legge che fu iniziata la fondazione ne 1255 al mattino del 5 maggio e che la fabbrica fu diretta da "Anselmo maestro dell'opera". Nel 1264 la Chiesa era già terminata grazie all'opera dei monaci Cistercensi. In breve tempo l'Abbazia raggiunse un notevole grado di prosperità economica, politica e religiosa tanto da conquistarsi la fiducia dei pontefici, come testimoniano le bolle di Urbano IV (1261) e di Clemente IV (1268). Ma nei primi del 400 iniziò il periodo di decadenza che culminò nel 1426 quando l'Abbazia fu ridotta a Commenda. Seguirono anni di visite pastorali per appurare le cattive condizioni dell'Abbazia e a nulla valsero i tentativi degli abati commendatari per riportarla agli antichi splendori.
Nel 1561 il complesso venne definitivamente lasciato dai Cistercensi. Nel 1580 furono inseriti i canonici Lateranensi per impedirne la totale decadenza. Alla fine del 1700 tutti i monaci furono allontanati e nel 1814 fu ristabilita la commenda. La famiglia Potenziani nel 1843 acquistò l'Abbazia dalla Camera Apostolica. Recentemente acquistata da un privato, è attualmente in fase di ristrutturazione. La Chiesa conserva l'imponenza dell'austerità gotico-romanica. Presenta una pianta a croce latina, divisa in tre navate da pilastri quadrangolari su cui poggiano arcate a tutto sesto con doppia ghiera.
Va segnalata la presenza di un tetto a capriate sulla navata centrale e su quelle laterali. L'edificio non ha accesso in facciata, ma due porte si aprono sui fianchi della costruzione. Sull'architrave dell'apertura si vede ancora un brano scultoreo del XIII secolo. La zona presbiteriale è coperta da un arcone con volta a sesto acuto realizzata in uno splendido parato murario. Restano nei bracci del transetto e nella terminazione absidale tracce di affreschi del XV secolo. Il coro, a terminazione rettilinea secondo i tipici schemi cistercensi, è leggermente sporgente. Si aprono sulla parete di fondo tre strette monofore.
I ruderi del campanile, che un tempo possedeva una campana del 1292, sorgono sopra l'abside. La torre aveva forse anticamente funzione difensiva e di vedetta come il torrione che si eleva ancora ad occidente del complesso.
Del chiostro rimane solo il lato orientale porticato con archi a tutto sesto su pilastri quadrangolari. Le volte a crociera sono in mattoni. Su questo portico si aprono tre ambienti. La sacrestia, il primo locale accanto alla Chiesa, comunicava con il braccio sud del transetto. Il secondo vano è l'aula capitolare dell'Abbazia, aperta verso il chiostro da due bifore e da una porta a sesto acuto. Le colonnine binate con capitelli a crochet che originariamente dividevano le bifore, ora non sono più in loco. All'interno il locale è coperto da due crociere. Sulla parete di fondo si aprono tre monofore profondamente strombate, tra le quali si scorgono ancora tracce di affreschi. L'ultima pota immetteva nel parlatorio. Su questo lato del chiostro, al secondo piano, era un tempo il dormitorio. La fronte dell'intero complesso è rivolta a meridione.